stazione quaresimale

Domenica prossima, 10 marzo, nella nostra parrocchia non ci sarà la Messa Vespertina delle ore 18,00, perché si terrà la Stazione Quaresimale cittadina con partenza alle ore 18,00 dalla Chiesa di S. Teresa, processione fino alla Chiesa dello Spirito Santo e celebrazione eucaristica. Di seguito poche righe per spiegare cos’è la Stazione Quaresimale.

Nota storica

La stazione quaresimale è un’antica celebrazione penitenziale che comprendeva la processione da una Chiesa all’altra, nella quale il Papa celebrava l’Eucaristia, a cui partecipava il clero romano e il popolo. Presso i romani, la parola statio indicava il posto di guardia sorvegliato da una sentinella armata. Nel linguaggio cristiano, questo termine fu assunto per indicare la «vigilanza in armi», cioè il digiuno e la penitenza che preparano i cristiani alla celebrazione eucaristica. In seguito si chiamò statio la chiesa ove i cristiani, soldati di Cristo, si adunavano per vegliare nell’attesa dell’incontro con Cristo. Il concetto di “statio” supponendo il digiuno e la penitenza si trovò subito legato intimamente alla celebrazione della Quaresima. Inizialmente le Stazioni si celebravano solo il mercoledì e il venerdì (durante l’anno), in Quaresima tutti i giorni. Dal V secolo in poi la celebrazione stazionale acquistò gradualmente importanza, perché, come si è detto, era presieduta dal Papa. La celebrazione comprendeva una processione (letania), che adunava i fedeli presso una chiesa (ad collectam) e di qui si partiva ancora in processione al canto dei Salmi e delle Litanie per raggiungere la Chiesa ove si celebrava l’Eucaristia.

Significato pastorale

Oggi la pratica della stazione quaresimale esprime bene il cammino che la Chiesa locale ed ogni comunità parrocchiale compie comunitariamente per operare il «passaggio» e giungere alla Pasqua nel rinnovamento del cuore e dello spirito, così come esorta la Costituzione conciliare sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium: «La penitenza quaresimale non sia soltanto interna ed individuale, ma anche esterna e sociale» (cf. 110). Con questa celebrazione si riscopre e si sottolinea in tal modo l’aspetto fortemente comunitario, in modo che sia i ministri che i fedeli compiano il loro ufficio (lettore, salmista, ministranti, schola cantorum, etc.) previsti nell’assemblea liturgica. La celebrazione della stazione quaresimale nel decanato deve far riscoprire l’autentica dimensione penitenziale a cui tutta la Chiesa è chiamata nel tempo di Quaresima; da essa dovrà scaturire l’impegno quotidiano dei fedeli all’esercizio della penitenza e della carità operosa, soprattutto nella riscoperta del vero senso del servizio ai fratelli, a cui nessun cristiano può disattendere; diventerà, inoltre, un’autentica occasione per un esercizio di comunione tra le diverse comunità parrocchiali, chiamate a preparare insieme il momento celebrativo nei suoi molteplici aspetti.

 

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