parole sante di Papa Francesco

Monito papale contro il carrierismo nella Chiesa
di Giacomo Galeazzi

L’incoerenza mina la credibilità della Chiesa.Il Vangelo va predicato con la vita“. Monito papale contro il carrierismo. Oggi pomeriggio Francesco ha visitato la Basilica di San Paolo fuori le Mura per la solenne Celebrazione eucaristica in occasione della sua prima visita come Vescovo di Roma nella Chiesa ostiense che custodisce la tomba di San Paolo.Ad accoglierlo tutta la comunità benedettina con l’abate Edmund Power che spiega:”Francesco è arrivato, come tutti i Papi, al quadriportico, nella parte della facciata principale della Basilica e, dopo aver salutato la comunità, si è vestito con i paramenti sacri”. Dopo la grande processione d’ingresso ha presieduto la messa dal trono, nell’abside. Alla fine un momento dedicato alla venerazione dell’icona della Madonna, davanti alla quale Sant’Ignazio di Loyola, nel ‘500, pronunciò la sua professione religiosa.«L’incoerenza dei fedeli e dei Pastori tra quello che dicono e quello che fanno, tra la parola e il modo di vivere mina la credibilità della Chiesa», denuncia Bergoglio. E aggiunge: «Chi ci ascolta e ci vede deve poter leggere nelle nostre azioni ciò che ascolta dalla nostra bocca e rendere gloria a Dio». Dobbiamo, ha scandito, «testimoniare Cristo con il dono di noi stessi, senza calcoli, a volte anche al prezzo della nostra vita». Con parole molto forti, il Pontefice ha quindi esortato tutti i credenti a interrogarsi sugli «idoli» che troppo spesso occupano nel nostro cuore il luogo che dovremmo riservare a Dio.

L’invito del Papa argentino è dunque a «spogliarci dei tanti idoli piccoli o grandi che abbiamo e nei quali ci rifugiamo, nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza». «Sono idoli – ha spiegato Francesco – che spesso teniamo ben nascosti». «Possono essere – ha elencato – l’ambizione, il carrierismo, il gusto del successo, il mettere al centro se stessi, la tendenza a prevalere sugli altri, la pretesa di essere gli unici padroni della nostra vita, qualche peccato a cui siamo legati, e molti altri». «Questa sera – ha confidato Francesco agli ecclesiastici e ai fedeli presenti nella Basilica di San Paolo – vorrei che una domanda risuonasse nel cuore di ciascuno di noi e che vi rispondessimo con sincerità: ho pensato io a quale idolo nascosto ho nella mia vita, che mi impedisce di adorare il Signore?».

«Adorare – ha ricordato – spogliarci dei nostri idoli anche quelli più nascosti, e scegliere il Signore come centro, come via maestra della nostra vita». «Cari fratelli e sorelle, il Signore – ha concluso – ci chiama ogni giorno a seguirlo con coraggio e fedeltà; ci ha fatto il grande dono di sceglierci come suoi discepoli; ci invia ad annunciarlo con gioia come il Risorto, ma ci chiede di farlo con la parola e con la testimonianza della nostra vita, nella quotidianità. Il Signore è l’unico, l’unico Dio della nostra vita e ci invita a spogliarci dei tanti idoli piccoli o grandi che abbiamo, e ad adorare Lui solo». Francesco illustra la “classe media dei santi nascosti”.«Annunciare, testimoniare, adorare» sono i «tre verbi» che il Papa ha voluto proporre alla riflessione dei fedeli celebrando la messa in prossimità della «tomba di san Paolo, un umile e grande Apostolo del Signore, che lo ha annunciato con la parola, lo ha testimoniato col martirio e lo ha adorato con tutto il cuore».

Bergoglio ha sottolineato che «l’annuncio di Pietro e degli Apostoli non è fatto solo di parole, ma la fedeltà a Cristo tocca la loro vita, che viene cambiata, riceve una direzione nuova, ed è proprio con la loro vita che essi rendono testimonianza alla fede e all’annuncio di Cristo»……..

Francesco ha ricordato che gli Apostoli dicevano a se stessi: «Bisogna obbedire a Dio, invece che agli uomini». E che non li fermava nemmeno «l’essere flagellati, il subire oltraggi, il venire incarcera

«E noi?», si è chiesto: «siamo capaci di portare la Parola di Dio nei nostri ambienti di vita? Sappiamo parlare di Cristo, di ciò che rappresenta per noi, in famiglia, con le persone che fanno parte della nostra vita quotidiana?». «La fede – ha osservato – nasce dall’ascolto, e si rafforza nell’annuncio» che però «non è fatto solo di parole». Infatti la testimonianza delle prime comunità ci mostra che «la fedeltà a Cristo tocca la loro vita, che viene cambiata, riceve una direzione nuova, ed è proprio con la loro vita che i cristiani rendono testimonianza alla fede e all’annuncio di Cristo».

A questa trasparenza della fede, Papa Francesco ha contrapposto questa sera gli «idoli» che ci distolgono dalla fede e tra questi ha individuato il «carrierismo» degli ecclesiastici. «Ognuno di noi – ha spiegato – nella propria vita, in modo consapevole e forse a volte senza rendersene conto, ha un ben preciso ordine delle cose ritenute più o meno importanti. Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; adorare il Signore vuol dire affermare, credere, non però semplicemente a parole, che solo Lui guida veramente la nostra vita; adorare il Signore vuol dire che siamo convinti davanti a Lui che è il solo Dio, il Dio della nostra vita, della nostra storia».

Fonte:
http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-24083/

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